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Deformità complesse e allungamento degli arti


Centro per la cura delle deformità complesse e l’allungamento degli arti

Le deformità complesse degli arti e l’ipometria (cioè l’accorciamento) sono problematiche che spesso si ritrovano insieme e necessitano di essere trattate da centri specializzati.

Il nostro Centro ha un’esperienza di livello internazionale in questo ambito

Grave varismo degli arti inferiori (a,c) trattato dal dr Lampasi e la sua equipe (b,d) mentre era responsabile dell’Ortopedia Pediatrica del Meyer
Grave varismo degli arti inferiori (a,c) trattato dal dr Lampasi e la sua equipe (b,d) mentre era responsabile dell’Ortopedia Pediatrica del Meyer

Deformità complesse e accorciamento di un arto: quali sono le cause?

Tutte le patologie che colpiscono la crescita di uno o entrambi gli arti per una problematica locale o generalizzata possono determinare una  deformità complessa di un arto, generalmente accompagnata da accorciamento (=ipometria) di quell’arto rispetto al controlaterale.

Le cause possono essere

  • di natura congenita (femore corto congenito, Congenital Femoral Deficiency, ipoplasia del perone, ipoplasia della tibia, pseudoartrosi congenita di tibia, ecc)
  • infettiva (sepsi o artriti settiche che colpiscono severamente le articolazioni e le zone di crescita)
  • traumatica (distacchi epifisari che danneggiano le zone di crescita o fratture malconsolidate)
  • evolutiva con varie possibili sindromi associate
  • displasie scheletriche che determinano uno sviluppo alterato delle ossa (esostosi multiple, ecc)
  • altre cause
Pseudartrosi congenita di gamba operata di ricostruzione complessa dal dr Lampasi e la sua equipe mentre era responsabile dell’Ortopedia Pediatrica del Meyer di Firenze
Pseudartrosi congenita di gamba operata di ricostruzione complessa dal dr Lampasi e la sua equipe mentre era responsabile dell’Ortopedia Pediatrica del Meyer di Firenze

Che tipo di deformità?

Nel nostro Centro arrivano spesso pazienti con deformità complesse degli arti nei vari piani dello spazio (frontale, laterale, rotazione).

Spesso è associato un’accorciamento di oltre 3 cm, fino a casi gravi di oltre 15 cm di differenza di lunghezza.

Sono pazienti che a volte hanno anche subito varie chirurgie senza risoluzione del quadro e che oltre alla deformità ossea persistente, sono costretti a portare importanti rialzi interni ed esterni alla calzatura

Tutto ciò associato ad alterazioni del cammino, dolore, impotenza funzionale, cambiamenti posturali, scoliosi associate.

“REMOVE THE LIFT” = togliere il rialzo!

Lo ripetiamo spesso ai nostri pazienti come un “incoraggiamento” per affrontare il percorso di cure.

Questi pazienti purtroppo sono costretti ad indossare rialzi significativi e anti-estetici e spesso ad usare calzature confezionate su misura.

Vederli progressivamente riuscire a togliere il rialzo ed indossare calzature normali del commercio è motivo di grande soddisfazione per il paziente prima di tutto e poi per le famiglie e i medici.

Ovviamente l’altro obbiettivo è ripristinare il normale asse meccanico e migliorare la funzionalità dell’arto

Paziente che utilizzava rialzo di 5,5 cm prima dell’intervento. Quadro clinico a termine dell’allungamento, il rialzo non serve più
Paziente che utilizzava rialzo di 5,5 cm prima dell’intervento. Quadro clinico a termine dell’allungamento, il rialzo non serve più

La base di tutto: un planning adeguato

Fondamentale è capire la causa fisiopatologica del problema e mettere a punto un planning mirato per la cura della problematica.

  • Errori nello studio radiografico: vediamo molti casi di pazienti che eseguono studi radiografici inadeguati; spesso le rx vengono eseguite senza rialzi, e di conseguenza vengono assunte posture anomale che forniscono informazioni scorrette (misure alterate, assi apparentemente alterati, ecc).
  • Studio radiografico eseguito correttamente: nel nostro centro eseguiamo le radiografie con controllo diretto del posizionamento dei pazienti da parte dei medici ortopedici che devono pianificare il trattamento. Questo offre una visione ottimale del quadro reale
  • Previsione di eterometria a fine crescita: nei soggetti in accrescimento è fondamentale non solo quantificare la differenza di lunghezza presente in quel momento, ma effettuare una previsione di quanto potrà essere tale differenza a fine crescita, perché è questo valore che dovrà essere considerato nel piano di trattamento.

Si possono effettuare sia la correzione della deformità che il recupero della lunghezza dell’arto?

Come detto in precedenza, in tanti casi andiamo a trattare sia la deformità ossea che la differenza di lunghezza dell’arto. Quindi in un’unica procedura correggiamo entrambe le problematiche.

Severo accorciamento dell’arto inferiore sinistro (rialzo=12 cm) con  grave deformità di cavigliapiede. Correzione della deformità ed allungamento della gamba con fissatore esterno (la freccia gialla indica la zona dove è stato effettuato l’allungamento della gamba)
Severo accorciamento dell’arto inferiore sinistro (rialzo=12 cm) con  grave deformità di cavigliapiede. Correzione della deformità ed allungamento della gamba con fissatore esterno (la freccia gialla indica la zona dove è stato effettuato l’allungamento della gamba)

È possibile trattare anche un difetto di rotazione?

Spesso vi sono anche torsioni verso l’interno o verso l’esterno con conseguente cammino a punta in dentro o in fuori. Questo aspetto può essere trattato insieme alla deviazione sugli altri piani e all’allungamento.

È possibile trattare anche le rigidità articolari?

In tali patologie vi possono essere contratture articolari associate, a livello dell’anca, del ginocchio, della caviglia, del piede o del gomito. Tali problematiche possono essere associate alle altre (ipometria, deformità) o possono essere isolate (contrattura in flessione delle ginocchia in sindrome dello pterigio o in artrogriposi ad esempio) e necessitano di trattamento adeguato.

Correzione della deformità ed eventuale allungamento osseo: in quali fasi consiste?

  • 1^ fase: Valutazione preparatoria. Studio del tipo di paziente, immagini radiografiche, scelta del tipo di allungamento da eseguire, obiettivi e strategie di raggiungimento.
  • 2^ fase: Chirurgia. Viene sezionato l’osso (=osteotomia) ed applicato il dispositivo di allungamento. Se necessario viene eseguita una correzione della deformità in acuto.
  • 3^ fase: Allungamento e correzione della deformità.
    Fase in cui inizia l’allungamento e la correzione progressiva della deformità. Tale fase viene seguita sia in regime di ricovero che ambulatorialmente tramite controlli seriati. In questa fase viene inoltre eseguita la fisioterapia per mantenere il tono e le lunghezze muscolari.
  • 4^ fase: Fase di consolidazione ossea. Consiste nel tempo in cui il “nuovo osso” deve consolidars. A quel punto viene rimosso il dispositivo esterno od interno.

Allungamento e correzione delle deformità: è una procedura sicura?

La risposta è SI se la procedura viene effettuata da equipe esperte che seguono costantemente i pazienti in tutte le varie fasi e sono in grado di ridurre al minimo il rischio di complicanze e di saperle gestire adeguatamente quando si verificano.

Dove effettuare l’intervento?

Fondamentale in questo tipo di procedura è rivolgersi a team chirurgici che hanno confidenza con tale procedura. La nostra equipe effettua regolarmente tali procedure.

Oltre alla parte dell’intervento in senso stretto, è fondamentale che il paziente venga seguito passo passo per limitare il rischio di complicanze.                                            

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