Allungamento degli arti con chiodo magnetico intramidollare
Allungamento degli arti con chiodo magnetico intramidollare: di cosa si tratta
L’allungamento degli arti con chiodo magnetico intramidollare è una tecnica chirurgica ortopedica moderna che permette di allungare gli arti dall’interno, senza avere l’ingombro dei tradizionali fissatori esterni, con notevole vantaggio per il paziente.
Allungamento con chiodo intramidollare: come funziona?
Questa procedura ha le seguenti caratteristiche:
- Osteotomia e allungamento graduale: come negli allungamenti con fissatore esterno, si esegue un taglio controllato (osteotomia) dell’osso da allungare e questo taglio viene separato (distrazione) a una velocità di 1 mm al giorno (variabile a seconda dei casi), consentendo così all’organismo di produrre osso nuovo per riempire quel gap.
- Chiodo telescopico: la differenza rispetto ai fissatori esterni è che per guidare la distrazione delle due parti ossee separate non si agisce con la gabbia esterna del fissatore ma con un dispositivo metallico inserito chirurgicamente all’interno del canale midollare dell’osso.
- Controllo magnetico: Un telecomando esterno (chiamato ERC o External Remote Controller) comunica con un piccolo magnete interno al chiodo. Azionando il dispositivo, il chiodo si allunga millimetro dopo millimetro

Allungamento degli arti con chiodo magnetico intramidollare: vantaggi
Si tratta di una procedura complessa, che richiede conoscenze specifiche ed esperienza in questo ambito, ma che offre notevoli vantaggi.
- Nessun componente esterno: L’assenza di fili o fiches che attraversano la cute riduce drasticamente il rischio di infezioni, che avvengono molto spesso nel caso dei fissatori esterni.
- Comfort: Migliora la tollerabilità e la mobilità nella vita quotidiana
- Dolore e recupero funzionale: Non essendoci trazione sui tessuti molli (sia cutanei che muscolari) il dolore risulta meno significativo e viene facilitato il percorso di fisioterapia rispetto ai fissatori esterni.

Allungamento degli arti con chiodo magnetico intramidollare: indicazioni
Le indicazioni principali per questa procedura sono:
- Le eterometrie, cioè la differenza di lunghezza tra un arto e l’altro (vedi scheda)
- Gli allungamenti per bassa statura patologica (nanismo, acondroplasia, ecc)
- Gli allungamenti ai fini estetici (vedi scheda)
L’allungamento degli arti con chiodo magnetico intramidollare sta ormai soppiantando l’utilizzo dei fissatori esterni per tutti i casi in cui sia possibile utilizzare entrambi.
In altre parole, nei casi in cui è possibile utilizzare indifferentemente un fissatore o un chiodo interno, viene consigliato generalmente l’uso del chiodo per tutta la serie di vantaggi esposti in precedenza.
Allungamento degli arti con chiodo magnetico intramidollare: limiti
Il limite principale di questa procedura è anatomico: per inserire all’interno del canale midollare il chiodo, è necessario un canale abbastanza largo e diritto. Pertanto, non è possibile applicare la procedura in presenza di gravi deformità o infezioni pregresse.
Alternative da valutare:
- In alcune di queste situazioni o nel caso di pazienti pediatrici, ad esempio al di sotto dei 10 anni, una possibile alternativa è l’allungamento extramidollare interno EMILL (ExtraMedullary Implantable Limb Lengthening), in cui il chiodo per l’allungamento degli arti viene attaccato alla parte esterna dell’osso, sotto la cute e il muscolo, invece che all’interno dell’osso stesso (vedi scheda).
- In caso di necessità di allungare gli arti in presenza di deformità complesse, è generalmente necessario l’utilizzo di fissatori esterni (tradizionali o esapodalici) (vedi scheda).
L’equipe OrthoChildren (M.Lampasi e G.Lucchesi) ha esperienza in tutti questi tipi di interventi e può applicare la procura migliore per ogni singolo caso. In qualche caso le procedure possono essere associate a diversi livelli.

Chiodo magnetico intramidollare: quanto si può allungare?
Solitamente permette di guadagnare tra i 4-5 cm e un massimo di circa 6-8 centimetri per segmento osseo.
Chiodo intramidollare per allungamento: quale chiodo utilizzare?
Esistono diversi chiodi disponibili per questa procedura (Precice, Fitbone Orthofix, ecc). Il team valuterà quale chiodo utilizzerà nel singolo caso.
Recentemente è stato introdotto sul mercato un nuovo chiodo, il chiodo Precice MAX che offre diversi vantaggi ulteriori:
- pareti del chiodo rinforzate e maggiore resistenza meccanica
- capacità di sostenere il carico fin dalle prime settimane
- riduzione del tempo trascorso in sedia a rotelle con possibilità di camminare molto prima
- minore perdita di massa muscolare
- stimolazione della rigenerazione ossea grazie al carico
- recupero funzionale più rapido
Chiodo magnetico intramidollare: è una procedura semplice?
Si tratta di una procedura che richiede esperienza chirurgica e prevede un percorso di follow up costante, con un impegno riabilitativo rigoroso e controlli medici costanti durante la fase di consolidamento osseo.
Non si tratta solamente di inserire un chiodo in un segmento osseo, ma di seguire il paziente nel percorso e controllarne il recupero funzionale.
I principi tradizionali che riguardano gli allungamenti degli arti (rispetto della muscolatura, mantenimento della funzione articolare, ecc) devono essere costantemente tenuti in considerazione.
Chiodo magnetico intramidollare: i controlli
Durante la fase di allungamento vengono eseguiti controlli clinici e radiografici, generalmente ogni 2 settimane, per verificare la qualità del osso neo-formato, l’allineamento dell’arto, il corretto funzionamento del dispositivo e la funzionalità articolare del paziente.
Chiodo magnetico intramidollare: è una procedura sicura?
La risposta è SI se la procedura viene effettuata da equipe esperte che seguono costantemente i pazienti in tutte le varie fasi e sono in grado di ridurre al minimo il rischio di complicanze e di saperle gestire adeguatamente quando si verificano.
Parliamo comunque di una procedura ortopedica complessa e bisogna considerare il rischio di complicanze minori (dolore, rigidità, infezioni superficiali, ecc) o maggiori (infezioni profonde, fratture, ritardi di consolidazione, consolidazione precoce, devizioni angolari, ecc) che possono richiedere ulteriori procedure. È proprio in queste condizioni che è importante essere seguiti da equipe in grado di gestire le difficoltà.
Chiodo magnetico intramidollare: a chi rivolgersi?
È fondamentale rivolgersi a team chirurgici che hanno confidenza con tale procedura. Il dr Manuele Lampasi e il dr Giovanni Lucchesi dell’OrthoChildren Center effettuano regolarmente tali procedure.
Oltre alla parte dell’intervento in senso stretto, è fondamentale che il paziente venga seguito passo passo per limitare il rischio di complicanze.
È possibile effettuare questa procedura in Italia?
Fino a qualche anno fa molte famiglie si recavano all’estero per effettuare questa procedura, affrontando percorsi estenuanti tra viaggi, lunghi ricoveri, fisioterapia e spese a volte esorbitanti.
Fortunatamente da qualche anno è possibile effettuare queste procedure in Italia riducendo nettamente le spese e l’impegno familiare; negli ultimi anni il percorso si è addirittura invertito e diversi pazienti vengono dall’estero per effettuare questa procedura nel nostro centro.
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