
Displasia congenita dell’anca: divaricatori. Quali, quando, come applicare?
Cos’è un divaricatore per la displasia congenita delle anche?
Un divaricatore è un apparecchio ortopedico che ha la funzione di mantenere le gambe nella posizione migliore per consentire alle anche di svilupparsi correttamente.
Concetto fondamentale: la posizione ottimale per lo sviluppo delle anche è quella in cui le anche sono piegate (“in flessione”) e divaricate (“in abduzione”). Sono invece svantaggiose l’estensione e la chiusura delle anche.

Questo è un concetto fondamentale, nell’ambito dell’International Hip Dysplasia Institute (IHDI), organizzazione internazionale il cui scopo principale è migliorare la salute e la vita delle persone con displasia dell’anca, offrendo informazioni chiare, ricerca e supporto a famiglie e medici.
Il dr Manuele Lampasi è attualmente l’unico ortopedico pediatrico italiano elencato tra i medici aderenti alla International Hip Dysplasia Institute.

Divaricatori per la displasia congenita dell’anca: quali tipi di divaricatori esistono?
Esistono numerosi tipi di divaricatori. I modelli più utilizzati in Italia sono (si rimanda alle singole schede):
- Arnese o divaricatore di Pavlik (a)
- Coxaflex / Hip-Med (b)
- Milgram (c)
- Tübingen (d)
- Salopette di Ferrara (e)

Ognuno di questi ha le sue caratteristiche:
- alcuni più mirati alla flessione delle anche, altri all’abduzione;
- alcuni più rigidi (“statici”) altri invece consentono al bambino di sgambettare (“dinamici”);
- alcuni abbracciano il torace e le cosce (salopette), altri solo il bacino e le cosce, altri hanno delle bretelle che passano dietro le spalle e che sono collegate con delle cinghie a dei calzari che abbracciano i piedi (Pavlik).
Gli obiettivi che ogni divaricatore si prefigge nel trattamento della displasia dell’anca sono differenti:
- alcuni avranno maggior efficacia nel recuperare situazioni di sublussazione/lussazione e retrazioni muscolari (ad esempio, l’arnese di Pavlik)
- altri avranno maggior funzione nel favorire lo sviluppo acetabolare una volta ristabiliti i rapporti articolari.
Qual è il divaricatore migliore per la displasia delle anche?
Non esiste il divaricatore “migliore” o “universale” che funziona in ogni situazione. Il tutore adatto viene scelto sulla base di vari parametri (gravità, quadro clinico, età, ecc) e anche in base all’esperienza e preferenza del medico che lo prescrive.
In generale i medici esperti in displasia dell’anca sanno utilizzare diversi tipi di divaricatore e li applicano differentemente in base al quadro riscontrato.
In qualche caso, dopo aver iniziato con un tipo di divaricatore, il trattamento viene proseguito con un altro tipo con caratteristiche diverse (ad esempio, iniziale trattamento con Pavlik e poi passaggio a Milgram).
Divaricatore: quando viene prescritto?
Il divaricatore viene prescritto quando si ritiene che la situazione non possa risolversi spontaneamente o seguendo delle semplici “norme posturali”.
Oppure, nei casi più gravi, per cercare di risolvere la situazione senza ricorrere a procedere più invasive (gesso, intervento, ecc).
Applicazione di un divaricatore: cosa controllare?
La cosa più importante da controllare, quando si applica un divaricatore, è essere sicuri che la diagnosi sia corretta e che l’ecografia sia stata eseguita correttamente.
Sembra banale, ma molti dei casi in cui viene applicato un divaricatore, sono basati su diagnosi ed ecografie non eseguite correttamente e di conseguenza tutto il trattamento potrà essere a rischio.
E’ fondamentale rivolgersi a centri con esperienza nella diagnosi ecografica e nel trattamento della displasia delle anche.
Il dr Manuele Lampasi e il dr Giovanni Lucchesi hanno una grande esperienza in questo ambito. Presso l’Ambulatorio Specializzato dell’OrthoChildren Center vengono effettuate ecografie, radiografie, applicazione di divaricatori e gessi e interventi chirurgici.
Quante ore va utilizzato un divaricatore?
Generalmente si prevede inizialmente un uso a tempo pieno per tutto l’arco della giornata, mentre nelle fasi successive le ore potranno, a giudizio clinico, essere ridotte fino al progressivo abbandono del divaricatore (svezzamento).
Come applicare e regolare un divaricatore?
Il divaricatore deve essere applicato e regolato dal medico che lo ha prescritto. È fondamentale che la famiglia venga istruita su come gestirlo. Rimandiamo alle schede dedicate ai singoli divaricatori.
Non è ammissibile che il divaricatore venga prescritto invitando le famiglie a posizionarlo autonomamente.
Il divaricatore risolverà la situazione?
I divaricatori hanno percentuali di successo molto elevate (se usati con le corrette indicazioni).
Il trattamento sarà più efficace:
- quanto precocemente verrà intrapreso
- se il divaricatore viene utilizzato correttamente. Per questo è importante la collaborazione della famiglia.
Alcuni bambini però potrebbero non rispondere al trattamento (anche se correttamente eseguito). In questi casi l’ortopedico potrà decidere di cambiare tipo di divaricatore o potrebbe (raramente e nei casi più gravi) consigliare altri provvedimenti (ad esempio: gessi).
Per quanto tempo si dovrà usare il divaricatore?
È molto difficile prevedere la durata di un trattamento. Molti fattori influenzano la tempistica:
- soprattutto la gravità iniziale (più è grave e più tempo ci vorrà) e
- l’età all’inizio del trattamento (più il trattamento è precoce e meno tempo sarà necessario).
Sicuramente potrebbero essere necessarie diverse settimane o mesi di trattamento. È importante rimanere focalizzati sull’obiettivo finale, risolvere il problema, a prescindere dal tempo che si renderà necessario.
Si rimanda alla scheda sulla displasia congenita dell’anca per molte altre informazioni:
- Divaricatori: le schede
- Come allattare?
- Fasce e marsupi
- la riduzione cruenta
- la tettoplastica
- la trazione
- la Necrosi
- le radiografie: quando, come e perchè
- Consigli da genitore a genitore
- e molto altro








