Trattamento del morbo di Blount
Morbo di Blount
Il morbo di Blount è una patologia severa che colpisce la crescita del ginocchio dei bambini, provocandone una rapida e progressiva deviazione in varismo.
Il trattamento del morbo di Blount necessita di centri con esperienza per questa patologia. Sono fondamentali la diagnosi precoce e una conoscenza adeguata della sua evoluzione.
Per le spiegazioni della patologia e dell’evoluzione, vedi scheda: ginocchio varo e morbo di Blount
Una volta posta con certezza la diagnosi di morbo di Blount, dovrà essere prontamente intrapreso il trattamento.
Morbo di Blount: il trattamento con tutore è possibile?
Per il trattamento del morbo di Blount, in casi specifici (forme lievi e in fase iniziale, solitamente entro i 3-3,5 anni) può essere giustificato un tentativo di trattamento con tutori. In qualche caso è possibile risolvere così il quadro, ma è necessario applicare il tutore adeguato e quest’ultimo deve essere confezionato adeguatamente.
In caso di fallimento, e in tutti gli altri casi, il trattamento deve essere invece rapidamente di tipo chirurgico, per evitare l’evoluzione progressiva della patologia.
Trattamento chirurgico del morbo di Blount: cosa valutare?
Per decidere quale intervento chirurgico effettuare per la correzione del morbo di Blount è necessario considerare la deformità presente nel caso specifico. Infatti, la progressione della patologia determina l’instaurarsi di quadri anatomo-patologici diversi, per i quali è necessario adattare la procedura alla problematica specifica. Riscontri tipici sono: la deformazione della superficie articolare della tibia (la parte interna si abbassa rispetto a quella esterna), la deviazione in varismo ingravescente, la deformazione del femore distale, l’accorciamento dell’arto, ecc.
Il chirurgo richiederà esami diagnostici specifici per effettuare questa valutazione (Rx, RM, ecc)

Trattamento chirurgico del morbo di Blount: quali errori evitare?
Il trattamento chirurgico del ginocchio varo di Blount è un trattamento complesso e che richiede esperienza. Non è raro, purtroppo, osservare casi operati con il solo fine di migliorare l’asse globale dell’arto, senza considerare tuttavia i molteplici aspetti della problematica. Spesso questi casi sono caratterizzati da un miglioramento solamente estetico, ma non meccanicamente corretto (con conseguenze future da non sottovalutare).

Trattamento chirurgico del morbo di Blount: quali interventi?
Un centro con esperienza su questa condizione è in grado di applicare la corretta procedura in base al quadro specifico riscontrato. Il nostro centro ha ampia esperienza su ognuna delle tecniche chirurgiche qui elencate.
Le principali procedure che possono essere eseguite sono:
- Osteotomia valgizzante della tibia prossimale. Sezione della parte alta della tibia, eseguita sotto la tuberosità tibiale, ha l’obiettivo di correggere l’asse anatomico, ed eventualmente anche la rotazione interna. Trova indicazione soprattutto nei casi operati precocemente. Presenta rischi di tipo vascolare e neurologico.
- Osteotomia di sollevamento del piatto tibiale. E’ fondamentale nei casi in cui il ginocchio varo sia associato a deformità della superficie articolare, per ripristinarne il profilo. Viene di solito eseguita utilizzando dei cunei di osso che vengono aggiunti al di sotto della cartilagine di crescita per risollevare la superficie articolare.
- Doppia osteotomia tibiale. Unica procedura che include le due osteotomie precedenti, in modo da trattare contemporaneamente sia la deviazione in varismo che la deformità articolare.

- Epifisiodesi asimmetrica laterale con “placche a 8”. Viene posizionata nella parte laterale della cartilagine di crescita della tibia una placca, con l’obiettivo di frenare la crescita di questa zona. Nel caso in cui la deformità sia in fase molto iniziale e la crescita della parte interna della cartilagine sia ancora valida, si può assistere a una correzione progressiva del varismo. In tutti gli altri casi, questa tecnica da sola non è sufficiente, e a volte può associarsi a complicanze (ad esempio, rottura delle viti). Può anche essere associata a una delle tecniche già elencate, con l’obiettivo di limitare il rischio di recidiva del quadro.

- Correzione progressiva con fissatore esterno esapodalico. Si tratta di una tecnica complessa ma che può dare ottimi risultati, soprattutto per le forme più gravi di ginocchio varo. Consente la correzione contemporanea di aspetti diversi (deviazione in varismo, intrarotazione, accorciamento) limitando le complicanze vascolari e neurologiche legate alle correzioni estemporanee. Consente anche di allungare l’arto nella stessa procedura.
Trattamento chirurgico del morbo di Blount: quali rischi?
Oltre ai rischi già citati di sofferenza vascolare e neurologica, il trattamento di questa tipologia di ginocchio varo purtroppo deve fare i conti con la sofferenza della cartilagine di crescita. Tale disturbo spesso permane anche una volta ristabiliti i corretti rapporti articolari, per cui nel tempo, con la crescita del paziente, ci sarà il rischio di una tendenza a riportare il ginocchio alla situazione di partenza (recidiva del ginocchio varo).
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