Lussazione di anca in spina bifida
I pazienti affetti da spina bifida possono presentare diverse problematiche delle anche:
- Contratture delle anche. Sono indicati interventi di release delle parti molli in caso di contratture delle anche in abduzione-rotazione esterna o in flessione, che interferiscano con la funzione (statica, deambulazione, utilizzo di tutori), solo dopo adeguata valutazione clinica.
- Sublussazione e lussazione. Si tratta di una problematica molto frequente nei bambini con mielomeningocele: generalmente è lo squilibrio tra muscoli flessori/adduttori funzionanti ed estensori/abduttori ipovalidi che provoca la progressiva alterazione dei rapporti tra femore ed acetabolo fino alla lussazione completa.

Lussazione delle anche nella spina bifida: trattamento
Il trattamento richiede un’accurata valutazione funzionale (valutazione della funzione muscolare, del livello neurologico, dell’obliquità del bacino, dell’allineamento del rachide, della capacità deambulatoria, ecc) e non una semplice valutazione radiografica.
Il quesito fondamentale riguarda l’opportunità o meno di procedere a complessi interventi di riduzione delle lussazioni e ricostruzione articolare.
Infatti bisogna considerare da un lato i possibili vantaggi di una riduzione (in particolare, stabilizzare l’articolazione, evitare differenze di lunghezze tra i due arti, prevenire l’obliquità del bacino e la scoliosi) ma dall’altro l’elevato tasso di complicanze che possono essere associate al trattamento (rischio di rigidità, fratture, ossificazioni in sede di intervento, alto rischio di recidiva della lussazione dopo il trattamento).
L’obiettivo principale rimane comunque il mantenimento della flessibilità dell’articolazione e la risoluzione delle contratture che possono determinare obliquità del bacino stesso.

Lussazione delle anche nella spina bifida: interventi chirurgici
Nel caso in cui, a seguito della valutazione funzionale, ci si ponga come obiettivo la riduzione della lussazione, il paziente viene sottoposto ad un programma chirurgico che prevede (in un unico tempo chirurgico o in più tempi chirurgici):
- riduzione cruenta dell’anca
- osteotomia femorale
- osteotomia acetabolare
- interventi di release muscolo-tendineo (ileopsoas, adduttori) e transfer tendinei per bilanciare lo squilibrio muscolare (transfer dell’ileopsoas secondo Sharrard o secondo Mustard, transfer del muscolo obliquo esterno dalla muscolatura della parete addominale sul gran trocantere)
