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Tettoplastica ed osteotomia del femore per la lussazione congenita dell’anca


L’intervento di tettoplastica per la lussazione congenita dell’anca è un intervento chirurgico utilizzato per migliorare l’inclinazione dell’acetabolo e migliorare così la copertura della testa del femore.

Si tratta di una procedura delicata, che deve essere effettuata da equipe esperte. Può essere associata eventualmente all’intervento di osteotomia del femore.

Bimba di 5 anni, intervento di tettoplastica e osteotomia del femore (eseguito dal dr Lampasi)
Bimba di 5 anni, intervento di tettoplastica e osteotomia del femore (eseguito dal dr Lampasi)

Tettoplastica per la lussazione congenita dell’anca: a Bologna un centro con esperienza

Il nostro centro ha un’esperienza di livello internazionale nel trattamento chirurgico della lussazione congenita dell’anca.

Il dr Lampasi si occupa da anni di chirurgia della lussazione congenita dell’anca, con una lunga esperienza derivata dagli anni presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli (prima col dr Onofrio Donzelli, poi col dr Stefano Stilli) di cui porta avanti la Scuola chirurgica (riduzioni cruente, osteotomie, tettoplastiche, ecc) avendola integrata con esperienze internazionali e tecniche innovative.

È stato responsabile dell’Ortopedia Pediatrica del Meyer di Firenze, dove ha effettuato (per primo in quell’ospedale) molti interventi chirurgici in questo ambito.

È stato chiamato come consulente in diverse strutture pubbliche e private italiane ad effettuare interventi per lussazione di anca (riduzione cruenta, osteotomie di bacino, ecc) effettuando anche attività di formazione per altri ortopedici pediatrici.

È membro riconosciuto dalla International Hip Dysplasia Institute (unico italiano).

Da anni effettua attività divulgativa e formativa sul web e collabora con gruppi di sostegno alle famiglie, raccogliendo esperienze provenienti da tutta Italia.

Tettoplastica: cosa vuol dire?

Nell’articolazione dell’anca normale, la testa del femore si muove rispetto al bacino ruotando in una cavità chiamata acetabolo. Viene chiamata “tetto” quella parte dell’acetabolo dove poggia la testa del femore.

Nella displasia dell’anca il tetto può essere “sfuggente”, cioè troppo obliquo, troppo verticale, poco sviluppato oppure orientato male.

In questa situazione l’articolazione lavora male e si consuma precocemente; nei casi più gravi addirittura la testa del femore può progressivamente uscire dall’acetabolo e lussarsi.

Per correggere questa problematica e ripristinare la corretta inclinazione del tetto è necessario effettuare un intervento chirurgico, la tettoplastica.

Tettoplastica per la lussazione congenita dell’anca: in cosa consiste?

La tettoplastica ha come obiettivo quello di migliorare l’inclinazione del tetto e restringere l’acetabolo.

Per farlo, si esegue una osteotomia (=sezione dell’osso) subito sopra l’acetabolo, e si inserisce a questo livello un cuneo di osso come una zeppa, in modo da fare abbassare il tetto.

Il cuneo può essere preso dal paziente stesso o dalla banca dell’osso.

Col passare delle settimane questo osso consolida e si integra con l’osso del bambino.

Tettoplastica: esistono anche altre tecniche?

In realtà, la tettoplastica non è l’unica procedura possibile per correggere questa problematica.

In caso di lussazione o displasia congenita dell’anca, è possibile riscontrare alterazioni differenti, che richiedono trattamenti differenziati.

Un centro con esperienza deve sapere utilizzare le differenti tecniche a seconda del caso specifico.

Ad esempio, le osteotomie di riorientamento del bacino (osteotomia di Salter per esempio) vengono utilizzate quando è necessario cambiare l’orientamento dell’acetabolo. In questi casi, viene eseguita l’osteotomia al di sopra dell’acetabolo, l’osso del bacino viene ruotato nella giusta direzione e fissato con dei fili di metallo (Kirschner) fino alla guarigione.

Bimba di 6 anni (già sottoposta a numerosi interventi in altre sedi). Quadro radiografico dopo osteotomia di Salter e osteotomia di femore (dr Lampasi)
Bimba di 6 anni (già sottoposta a numerosi interventi in altre sedi). Quadro radiografico dopo osteotomia di Salter e osteotomia di femore (dr Lampasi)

Tettoplastica per la lussazione congenita dell’anca: quando effettuarla?

I pazienti affetti da displasia e lussazione congenita dell’anca devono essere seguiti nel tempo con esami radiografici periodici per verificare il corretto sviluppo dell’acetabolo. Lo sviluppo corretto dell’acetabolo deve essere conosciuto da chi analizza questa radiografia.

Oltre alla valutazione radiografica è necessario effettuare un’adeguata valutazione clinica.

In base a queste valutazioni, si deciderà se procedere con una tettoplastica. Si tratta di una valutazione delicata e che richiede esperienza.

In caso di valutazioni scorrette, è possibile incorrere in due tipi di errori:

  • essere troppo affrettati nell’operare situazioni che potrebbero risolversi spontaneamente (o che non hanno bisogno di chirurgia)
  • rimandare troppo la correzione di quadri che invece necessitano di correzione precoce

Tettoplastica per la lussazione congenita dell’anca: può essere associata ad altre procedure?

Si. In caso di lussazione, è possibile eseguire contemporaneamente riduzione cruenta (vedi scheda) e tettoplastica.

Inoltre, è possibile associare in qualche caso l’osteotomia del femore.

Osteotomia del femore per la lussazione congenita dell’anca: in cosa consiste?

Lo sviluppo osseo dei pazienti affetti da displasia o lussazione congenita dell’anca deve essere seguito nel tempo. Se lo sviluppo non è regolare, si evidenziano deformità a carico del tetto (tetto sfuggente) ed eventualmente anche a carico del femore (valgismo del femore, ecc).

In questi casi è possibile associare alla tettoplastica anche un intervento correttivo sul femore.

Viene eseguita un’osteotomia (=sezione dell’osso) del femore, l’osso viene piegato nella direzione corretta e fissato in modo che possa guarire nella giusta posizione.

Osteotomia del femore: come viene fissata?

L’osteotomia del femore può essere fissata con diverse modalità.

Un tempo utilizzavamo i puntali e i fili di Kirschner percutanei, cioè lasciati sporgere al di fuori della cute, al di sotto del gesso. Questo sistema però richiedeva lunghi tempi di immobilizzazione in gesso e lasciava cicatrici antiestetiche (infossate, ecc); in qualche caso poi i puntali non garantivano adeguata stabilità e si perdeva la correzione.

Per tale motivo questo sistema è stato ormai superato dall’utilizzo di placche metalliche più moderne che garantiscono più stabilità e riducono i tempi di immobilizzazione in gesso di questi bambini.

Questo è un aspetto da considerare per limitare al massimo il rallentamento dello sviluppo motorio di questi bambini.

Bimba di 3 anni con lussazione dell’anca destra non trattata: quadro radiografico dopo intervento di riduzione cruenta, tettoplastica e osteotomia del femore (eseguito dal dr Lampasi)
Bimba di 3 anni con lussazione dell’anca destra non trattata: quadro radiografico dopo intervento di riduzione cruenta, tettoplastica e osteotomia del femore (eseguito dal dr Lampasi)

Tettoplastica ed osteotomia del femore per la lussazione congenita dell’anca: dove eseguire l’intervento?

Si tratta di interventi delicati, che richiedono molta esperienza. Il nostro è uno dei pochi centri italiani con lunga esperienza in questo tipo di procedure.

 

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