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Tecniche mini-invasive per il cammino in punta di piedi (toe walking)


Tecniche mini-invasive per il cammino in punta di piedi (toe walking): una lunga esperienza

Il cammino in punta di piedi è una condizione piuttosto frequente e molto variegata:

  • In molti casi si tratta di una fase transitoria dello sviluppo del cammino, che si risolve spontaneamente, in tempi più meno rapidi
  • In altri casi invece perdura, provocando problematiche secondarie: sono questi i casi che necessitano di trattamenti adeguati
  • Infine, qualche raro caso può nascondere una problematica più seria che necessita di approfondimenti e trattamenti specifici

Studi scientifici ed esperienza di trattamento

Il dr Lampasi si occupa da molti anni di diagnosi e trattamento del cammino in punta di piedi, prima all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, poi al Meyer di Firenze (dove era responsabile del centro specialistico di Neurortopedia): ha svolto diversi studi clinici di approfondimento (sugli aspetti neuromuscolari, sugli aspetti ecografici, sul trattamento, ecc), condividendo i risultati in vari congressi nazionali e stilando molte delle schede presenti sul web sull’argomento a scopo divulgativo.

Nel corso degli anni il dr Lampasi e la sua equipe, sulla base della letteratura più moderna e sulla base dell’esperienza avuta con i vari tipi di trattamento effettuati, hanno perfezionato il trattamento di questa condizione.

Tecnica mininvasiva: quadro prima e dopo trattamento
Tecnica mininvasiva: quadro prima e dopo trattamento

 

Il cammino in punta di piedi (toe walking): una diagnosi facile?

Per una corretta diagnosi differenziale è necessaria un’esperienza e competenza trasversale, a cavallo tra l’ortopedia e la neurologia, che pochi centri specializzati hanno.

I rischi principali sono di sottovalutare casi che necessitano di approfondimenti diagnostici o al contrario, richiedere accertamenti non necessari.

Il cammino in punta di piedi (toe walking): il trattamento

Esistono diverse opzioni terapeutiche per il cammino in punta di piedi: semplice osservazione, fisioterapia, tossina botulinica, gessi, tutori AFO, plantari in carbonio, docce notturne, intervento chirurgico, ecc. Non tutti i trattamenti hanno la stessa indicazione o la stessa efficacia, per cui è importante saper adattare il trattamento alla situazione specifica.

In base alla nostra esperienza di anni e ai lavori scientifici internazionali, alcuni di questi trattamenti che un tempo venivano consigliati, sono stati abbandonati, mentre altri vengono proposti più frequentemente: i pazienti vengono indirizzati a una tipologia di trattamento o a un’altra e seguiti nel tempo.

Il cammino in punta di piedi (toe walking): la tossina botulinica è efficace?

La tossina botulinica è uno dei trattamenti che sono stati provati in questi anni per il cammino in punta di piedi idiopatico. I risultati di questo trattamento sono stati per lo più insoddisfacenti e molte linee guida sull’argomento non ne consigliano più l’utilizzo.

Il cammino in punta di piedi (toe walking): quando operare?

Non esiste un’età ideale per effettuare l’intervento. È invece importante intervenire quando c’è l’indicazione e coi tempi giusti.

In qualche caso è importante intervenire precocemente per evitare che il cammino in punta di piedi provochi alterazioni secondarie.

In altri casi è opportuno invece aspettare.

Sono decisioni che richiedono esperienza sull’argomento.

Il cammino in punta di piedi (toe walking): quale intervento chirurgico?

Negli anni le tecniche chirurgiche si sono molto affinate. Un tempo venivano proposti interventi invasivi con lunghe cicatrici, gessi lunghi e protratti nel tempo.

Attualmente utilizziamo tecniche mini-invasive e microbisturi e la ripresa del carico viene velocizzata.

L’intervento chirurgico per il cammino in punta di piedi: che risultati si ottengono?

I risultati dell’intervento chirurgico sono molto buoni. Pazienti che per anni hanno camminato in punta di piedi e che spesso hanno già provato tutti i tipi di trattamento (anni di fisioterapia, tutori, tossina, ecc), finalmente riprendono l’appoggio dei talloni a terra.

Si tratta di un importante cambiamento sia dal punto di vista funzionale che sociale.

Tecnica mininvasiva: motilità della caviglia in flessione dorsale prima e dopo trattamento
Tecnica mininvasiva: motilità della caviglia in flessione dorsale prima e dopo trattamento

Il cammino in punta di piedi (toe walking): c’è un rischio di recidiva?

Una delle paure più diffuse tra le famiglie, è che il quadro possa recidivare (cioè ripresentarsi) dopo l’intervento chirurgico. È un rischio che può essere minimizzato seguendo le giuste indicazioni e usando le corrette tecniche di trattamento e di gestione post-operatoria.

Il cammino in punta di piedi in un paziente con autismo: può essere operato? C’è rischio di recidiva?

Negli anni abbiamo trattato diversi pazienti con autismo. In molti di questi casi l’intervento era stato sconsigliato per la paura di rapida recidiva: i risultati sono invece stati buoni, sia dal punto vista funzionale che di soddisfazione per le famiglie. È però  necessario che il trattamento e la gestione peri-operatoria vengano gestiti adeguatamente

Paziente affetto da autismo: quadro clinico prima e 3 anni dopo l’intervento
Paziente affetto da autismo: quadro clinico prima e 3 anni dopo l’intervento

 

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